COSA MANCA SUI DISAGI MENTALI

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il

COSA MANCA SUI DISAGI MENTALI

Non sono mai stato un basaliano convinto, quantunque, agli albori della mia carriera clinica,  rimasi quasi folgorato  dalle sue idee e teorie. Apprezzai molto il suo lavoro di critica verso una psichiatria ottocentesca inadeguata a prendersi cura dei malati mentali, tuttavia credo che sia necessario oggi riconoscere il suo grande contributo senza nascondere allo stesso tempo luci ed ombre. Dal mio punto di vista Basaglia e il suo gruppo davano troppa enfasi all’ambiente sociale, non valorizzando le sofferenze personali dei pazienti psichiatrici, che richiedevano trattamenti più complessi sul piano psicologico. La Legge 180 del 1978 ha rappresentato un grande passo avanti di civiltà e di riaffermazione dei diritti umani e anche di apertura di una nuova stagione nella cura mentale. Va tuttavia riconosciuto che la legge rappresentò un compromesso per evitare il referendum e lo stesso Basaglia non ne era completamente soddisfatto. La legge decretava la chiusura degli ospedali psichiatrici che venivano sostituiti dai Centri di Igiene Mentale, ossia ambulatori nel territorio e da Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura negli ospedali Generali per i disturbi in fase acuta. Tuttavia questo sistema assistenziale non poteva e non  può rispondere ai bisogni complessi della salute mentale e della psicopatologia che richiede una rete di servizi per le varie fasce di età, dall’infanzia alla adolescenza, all’età adulta e all’età senile. Le patologie psichiatriche, prima compresse nel chiuso dei manicomi, si sono differenziate, dalle tossicodipendenze ai disturbi alimentari in adolescenza, dalle psicosi in fase acuta e alle depressioni dell’età adulta e alle cronicizzazioni delle patologie gravi.

Purtroppo alla Legge non hanno fatto seguito circolari e provvedimenti applicativi che indicassero le vie da percorrere e quali servizi e strutture realizzare per rispondere ai bisogni e alle esigenze dei malati. Si sono verificate e si verificano molte smagliature nei ricoveri ospedalieri durante le fasi acute e negli interventi nei confronti dei pazienti con gravi disturbi del comportamento anche di rilevanza giudiziaria. La Legge 180 ha rappresentato soltanto un provvedimento che ha aperto un nuovo capitolo nell’assistenza psichiatrica, a cui dovevano far seguito misure, provvedimenti e adeguati finanziamenti. Il tema della salute mentale e dell’assistenza psichiatrica ha perso la sua rilevanza a livello sociale e politico ed anche nel Sistema Sanitario Nazionale. Gli stessi finanziamenti per la salute mentale si sono ulteriormente ridotti nel fondo sanitario nazionale, negli ultimi anni addirittura al disotto del 3%, mentre negli altri paesi europei raggiunge il 10%. Era inevitabile che si andasse incontro ad un bilancio fallimentare: mancanza di diecimila operatori fra psichiatri, psicologici, infermieri e carenza di servizi e strutture residenziali. Questa è la situazione attuale, che si può risolvere definendo il quadro normativo dei Dipartimenti di Salute Mentale in modo da realizzare un sistema articolato e integrato di servizi e strutture. Questa è l’unica strada per rispondere ai bisogni e alle difficoltà dei pazienti psichiatrici  e delle loro famiglie, ma anche degli stessi operatori che lavorano in condizioni quanto mai stressanti.

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