TAC CORONARICA: LA SUPER FOTO CHE SALVA LA VITA

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il

La TAC che vede i dettagli delle coronarie è precisa e poco invasiva.

La TAC coronarica, anno dopo anno, si sta rilevando uno strumento diagnostico fondamentale anche nella prevenzione dell’infarto.

Quella di ultima generazione ha un nome inequivocabile, Revolution.

Con questa metodologia diagnostica si può identificare od escludere la presenza di stenosi e contemporaneamente permette di vedere il lume dell’arteria ( la sezione interna ) così come si fa con la coronarografia invasiva.

Si ottengono inoltre informazioni preziose sulla parete dei vasi, con la possibilità di identificare anche placche ateromatosiche molto precoci e questo è fondamentale per la prognosi.

L’esame è inserito oggi nelle linee guida europee per la gestione del paziente con dolore toracico.

La cardio TC, se prescritta quando si sospetta una patologia di tipo ischemico, diventa un test di prima scelta insieme all’ esame clinico.

L’indagine rappresenta un’alternativa ad accertamenti di imaging tradizionali di secondo livello come eco stress, scintigrafia miocardica e risonanza magnetica da stress.

La novità è rappresentata dalla possibilità di abbinare alla valutazione dell’anatomia delle coronarie anche lo studio funzionale, questo significa poter identificare la presenza di eventuali aree anatomiche dove il sangue non arriva in maniera valida.

In questo caso si parla di difetto di perfusione.

Le nuove tecnologie consentono di avere un quadro completo della situazione in poco più di trenta minuti, che permette di dare una risposta immediata al paziente, sia in senso positivo, rassicurandolo sulla buona condizione delle sue coronarie, sia nel caso in cui le sue arterie abbiano bisogno di un intervento di rivascolarizzazione perché stenotiche, cioè ristrette al punto da impedire al sangue di circolare a dovere.

Grazie alla TAC anatomo – funzionale, il paziente sarà più tutelato dai rischi legati a procedure più invasive come la coronarografia.

La cardio TC, comunque, non esclude l’ipotesi di un necessario e successivo ricorso alla coronarografia.

La TAC ne semplifica l’esecuzione grazie all’indicazione perché l’emodinamista sa in anticipo dove c’è la stenosi su cui intervenire.

Infine il dosaggio delle radiazioni della cardio TAC è molto basso, meno di un millisiviert nella parte anatomica, ma anche nello studio funzionale è inferiore a quello di una scintigrafia.

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