LA CONSULENZA SESSUALE NEI PAZIENTI CON PROBLEMI CARDIOVASCOLARI

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il

Una vita sessuale soddisfacente è essenziale per il ritorno alla vita di pazienti vittime di infarti, trombosi coronarica o che hanno subito interventi cardiochirurgici.

Spesso capita che si presentino difficoltà o, in casi estremi, l’impossibilità di riprendere l’attività sessuale desiderata, causando nel paziente (sia uomo che donna) paura, frustrazione e inevitabili conflitti coniugali.


Studi condotti dall’American Heart Association dimostrano la necessità del paziente di ricevere informazioni riguardo al funzionamento e alla ripresa dell’attività sessuale dopo infarto, angina, interventi di bypass o di malformazioni congenite, o in presenza di insufficienza cardiaca.

Essi chiedono se è possibile una vita sessuale dopo un evento cardiaco perché spesso le coppie credono che a seguito della malattia o dell’intervento la loro sessualità sia destinata a finire.

Questa preoccupazione deriva dal fatto che spesso i pazienti cardiologici, sia maschi che femmine, soffrono di disfunzioni sessuali, determinate sia da patologie associate all’evento cardiaco come diabete mellito, ipertensione, insufficienza cardiaca, ansia e depressione, che dall’assunzione di farmaci necessari per il sistema cardiovascolare: antiipertensivi, tranquillanti, antidepressivi, farmaci che controllano le aritmie e l’angina pectoris, betabloccanti e diuretici.

Questi farmaci possono causare nell’uomo deficit erettivo e problemi di eiaculazione, mentre nella donna possono portare secchezza vaginale, con conseguente possibilità di sviluppare la dispareunia (dolore nel rapporto), mancanza di orgasmo o difficoltà nel raggiungere e mantenere l’eccitazione.

Oltre alle patologie organiche e ai farmaci tra le cause delle disfunzioni sessuali vengono riscontrati anche i fattori psicologici.

I blocchi maggiori nascono da paura e depressione: per i pazienti vittime di infarto o angina c’è il timore di avere un attacco, anche fatale, durante il coito, mentre l’ospedalizzazione, la sensazione di sentirsi fragili e in pericolo di vita tendono a far sviluppare patologie depressive.


La consulenza sessuale in presenza di patologie cardiovascolari o durante la fase di recupero a seguito di interventi cardiochirurgici è una tappa fondamentale che consente sia al paziente che al partner di riprendere in maniera serena e corretta l’attività sessuale.


E’ stato rilevato come chi ha subito un intervento chirurgico, per bypass o malformazioni congenite, presenta meno paura a riprendere l’attività sessuale rispetto a un paziente vittima di infarto.

Il primo percepirà l’intervento come la correzione di un difetto rischioso per la vita, e quindi tenderà a riprendere in maniera autonoma e senza timore l’attività sessuale, mentre il secondo avrà timore che l’acuto si ripresenti, magari proprio durante il coito, sviluppando un forte blocco psicologico.


In questi casi è necessario un lavoro di équipe, dove cardiologo (o cardiochirurgo) e neuropsichiatra dovranno creare un percorso ad hoc, sia psicosessuale che medico, per ogni paziente, tenendo conto del tipo di malattia cardiaca o di intervento subito, del contesto relazionale e delle aspettative sessuali personali e di coppia, fornendo sostegno nella riconquista dei rispettivi ruoli sessuali da una parte e della riscoperta del piacere e dello stare insieme in un modo nuovo dall’altra.

Capita spesso che la donna non riconosca più nel marito colpito da malattia cardiovascolare una figura forte e protettiva, sviluppando in tal modo un’incertezza emotiva e sessuale.

Di contro l’uomo percepirà la donna come meno attraente e fragile, con il conseguente blocco delle avances nei suoi confronti.

Dal punto di vista pratico è molto importante suggerire le posizioni più adatte perché i soggetti che hanno subito sternotomia (taglio e divaricazione dello sterno) per alcune settimane a seguire non possono in alcun modo sforzare la muscolatura e l’ossatura del petto. In questo caso per consentire al paziente cardiologico di fare meno sforzo possibile, anche in caso di infarto o angina, si suggerirà di evitare tutte quelle posizioni che prevedono il paziente sopra (es. missionario), suggerendo di optare per posizioni sedute e supine, o di invertire i ruoli, facendo posizionare il partner sano sopra.

Nei casi più gravi, in cui l’attività sessuale è bandita a causa di una seria compromissione cardiaca, la sfida sarà quella di costruire una nuova sfera intima basata sul “toccare”: baci, carezze, abbracci, contatto fisico. Sessualità è anche questo.

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