FITNESS: DUE ORE A SETTIMANA ALLUNGANO LA VITA

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il

L’esercizio fisico migliora le capacità cognitive, combatte malattie cardiovascolari, infezioni e tumori.

Due ore, solo due ore settimanali di attività fisica, fanno così tanto bene da far guadagnare sei anni di vita.

Secondo uno studio di ricercatori danesi il moto ridurrebbe il rischio di mortalità del 44%.

Il mantra è sempre di più muoversi, perché fa bene alla salute ed anche all’umore.

L’obiettivo della Organizzazione Mondiale Della Sanità( OMS ) è del 10% l’inefficiente attività fisica entro il 2025.

L’inattività è considerata  il quarto più importante fattore di rischio per la mortalità a livello globale, con un impatto negativo sulla sanità pubblica più alto di quello che si può pensare.

Gli Italiani poi sono tra i più sedentari, il 60% ammette di non praticare sport o attività fisica, contro una media europea del 42%.

Bisogna premettere che attività fisica non è sinonimo di sport.

Muoversi per fare lavori domestici, una camminata, ballare, dedicarsi al giardinaggio o al bricolage è attività fisica moderata.

Altra cosa è invece praticare uno sport e non necessariamente a livello agonistico.

Secondo l’OMS bisogna fare moto per almeno 150 minuti a settimana, 30 minuti di camminata al giorno per cinque giorni a settimana e l’obiettivo è raggiunto.

Uno studio di ricercatori americani in ambito geriatrico, dimostra che il movimento fa bene anche al cervello ed al decadimento cognitivo.

Il miglioramento della funzione cognitiva è legato all’aumento della forza muscolare.

Le persone più diventano forti, maggiore è il beneficio che si ottiene a livello cerebrale.

L’attività fisica moderata è fondamentale per l’anziano, non solo per prevenire le malattie cardiovascolari ma anche per ottenere benefici per la memoria e le capacità cognitive.

Negli adulti e nei giovani sono importanti sia l’attività aerobica, sia quella per la forza. Unendo i due tipi di esercizio fisico si possono ottenere vantaggi aggiuntivi per la salute in toto, incluse la riduzione dell’incidenza di alcuni tumori e la prevenzione dell’osteoporosi.

Soprattutto, e a tutte le età, il maggiore beneficio è sul metabolismo, come hanno scoperto alcuni ricercatori italiani. Hanno osservato che durante l’esercizio il muscolo scheletrico produce una molecola chiamata irisina, responsabile degli effetti positivi dell’attività fisica sul metabolismo dell’organismo.

I vantaggi maggiori si hanno sulla sensibilità e la resistenza all’insulina.

Lo studio suggerisce una correlazione tra performance sportive, sensibilità all’insulina e livelli di irisina.

L’ irisina può essere dunque un potenziale mediatore degli effetti benefici dell’esercizio fisico sul profilo metabolico.

Una semplice camminata arreca importanti benefici, venti o trenta minuti più o meno veloce sono una attività fisica importante, specie per chi non si può dedicare ad uno sport.

La camminata è poi altrettanto efficace del correre nel ridurre il rischio di malattie  cardiache ed inoltre bastano pochi minuti passati camminando in un ambiente naturale, come un parco, per migliorare la salute mentale e fisica e ridurre la pressione arteriosa.

Una settimana di abbuffate basta a danneggiare il controllo della glicemia e la sensibilità all’insulina, oltre che a regolare i chili di troppo.

L’ esercizio fisico svolge un ruolo protettivo sia nella prevenzione dei chili superflui che nella risposta metabolica del tessuto del tessuto adiposo, tamponando efficacemente gli effetti nefasti di brevi ed intensi periodi di sgarri alimentari.

L’attività fisica è come un farmaco, troppo poco non serve, troppo fa male. Effettivamente l’attività moderata si è dimostrata più efficace nel promuovere la salute rispetto a quella intensa, che in certi casi può causare stress ossidativo.

Durante lo sforzo legato a pratica agonistica si realizzano contemporaneamente tutte le condizioni di produzioni di radicali liberi,condizione  energetica metabolica e reattiva  e può accadere che le riserve di antiossidanti non siano sufficienti a controbilanciare le sostanze ossidanti.

L’eccesso di radicali liberi dell’allenamento intenso, in soggetti allenati è controbilanciato da un aumento delle sostanze antiossidanti.

Non si deve identificare l’esercizio fisico salutare con la sola attività aerobica, è importante anche la forza. Non bisogna improvvisarsi atleti, il rischio maggiore è fare attività fisica o sport senza prima un adeguato controllo medico, poiché l’attività cardiovascolare e muscolo scheletrica possono subire danni in caso di patologie sottostanti non controllate come cardiopatie misconosciute o patologie articolari.

Altro rischio è la sindrome da super allenamento in cui si instaurano meccanismi fisiologici che vanno a contrastare i benefici dell’attività fisica stessa.

L’eccesso può portare con se diversi problemi e sfociare persino in una sorta di psicosi arrivando a strafare, caricandosi di stress eccessivi e facendo attività fisica pur non avendone necessità.

Non è un caso che i maniaci del fitness spesso soffrono di ansia, depressione, disturbi da iperattività, deficit dell’attenzione e disturbo ossessivo compulsivo ed altre manie. 

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