DISTURBI DEL CICLO SONNO – VEGLIA

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il


I disturbi del ciclo sonno-veglia includono: 

• il disturbo da insonnia; 
• il disturbo da ipersonnolenza; 
• la narcolessia; 
• i disturbi del sonno correlati alla respirazione; 
• i disturbi circadiani del ritmo sonno-veglia; 
• i disturbi dell’arousal del sonno non-REM; 
• i disturbo da incubi; 
• il disturbo comportamentale del sonno REM; 
• la sindrome delle gambe senza riposo; 
• il disturbo del sonno indotto da sostanze/farmaci.

L’elemento comune a tutti questi disturbi è la presenza di un’alterazione della qualità o quantità del sonno.

I principali cambiamenti introdotti con la pubblicazione del DSM-5 sono stati la riduzione del numero dei disturbi non altrimenti specificati e l’inserimento in specifiche categorie diagnostiche.

Il disturbo da insonnia include le precedenti forme di insonnia primaria e secondaria.

Questo disturbo si caratterizza per la presenza di un periodo di almeno tre mesi con difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno o per la presenza di risvegli precoci.

Tali difficoltà devono essere presenti per almeno 3 volte alla settimana, per almeno 3 mesi.

Sono stati inclusi gli specificatori per il decorso del disturbo, quali episodico (i sintomi durano per almeno 1 mese, ma meno di 3 mesi); cronico (i sintomi durano per almeno 3 mesi o più); ricorrente (due o più episodi nel corso di 1 anno).

Nel DSM-5 è stata distinta la narcolessia da tutte le altre forme di ipersonnolenza.

L’elemento diagnostico essenziale per formulare la diagnosi di narcolessia è costituito dalla presenza di basse concentrazioni di ipocretina nel liquor cefalorachidiano a cui bisogna associare una polisonnografia del sonno notturno che mostra una breve latenza del sonno REM. 

Nell’ambito dei disturbi del sonno correlati alla respirazione, la maggiore conoscenza dei meccanismi patogenetici alla base delle apnee ha permesso di distinguere differenti forme cliniche quali: l’apnea/ipopnea ostruttiva del sonno; l’apnea centrale del sonno; l’ipoventilazione correlata al sonno.

Elemento essenziale per formulare la diagnosi è rappresentato dall’esame polisonnografico che permette di identificare la causa alla base dell’apnea notturna.


I disturbi circadiani del ritmo sonno-veglia sono caratterizzati da un’alterazione del ritmo circadiano.

Nel DSM-5 sono stati introdotti gli specificatori, tipo fase di sonno ritardata, tipo fase di sonno anticipata, tipo ritmo sonno-veglia irregolare, tipo ritmo sonno-veglia diverso dalle 24 ore, tipo lavoro con turni, per caratterizzare ciascuna forma clinica.

Inoltre, il disturbo da cambio di fusi orari (jet lag) è stato eliminato.

Le parasonnie sono caratterizzate da comportamenti anomali o da eventi fisiopatologici che si verificano durante specifici stadi del sonno o nei passaggi sonno-veglia.

Sono stati definiti diversi quadri clinici, quali: disturbi dell’arousal del sonno non-REM, caratterizzati da episodi di risvegli incompleti dal sonno con episodi di sonnambulismo, terrori nel sonno e successiva amnesia degli episodi; il disturbo da incubi, caratterizzato da episodi di sogni prolungati che implicano minacce per la sopravvivenza, al cui risveglio il soggetto è vigile; il disturbo comportamentale del sonno REM, con episodi di vocalizzazione o comportamenti motori complessi durante il sonno; la sindrome delle gambe senza riposo, caratterizzata dal bisogno di muovere gli arti inferiori, che peggiora di notte, deve essere presente per almeno 3 mesi, per 3 volte alla settimana.

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