ALZHEIMER: SPORT ALL’ARIA APERTA MIGLIORA LE FUNZIONI CEREBRO VASCOLARI

Pubblicato da Dott. Adriano Bruni il

Una recente revisione degli studi condotti a riguardo, effettuata da ricercatori americani suggerisce che l’allenamento del cuore e del sistema vascolare può aiutare a rallentare il declino della funzione cognitiva cerebrale nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer.


I ricercatori hanno preso in considerazione alcuni studi che hanno esaminato gli effetti dell’attività fisica sulle capacità cognitive in persone a rischio o con diagnosi di malattia di Alzheimer.

Poco più della metà dei soggetti ha partecipato a un programma di esercizi aerobici o a un programma aerobico più un intervento di allenamento di resistenza.

Il resto dei partecipanti, invece, ha ricevuto solo le tradizionali cure.


Gli esercizi aerobici comprendevano camminata veloce, jogging, nuoto, ciclismo e altre attività che aumentano la frequenza cardiaca e rafforzano il cuore e i polmoni.

In media, i partecipanti si sono allenati 3,5 giorni alla settimana ad intensità moderata, ciascuna sessione è stata della durata di 30-60 minuti.

I risultati hanno chiaramente evidenziato che l’esercizio, in particolare, l’esercizio cardiovascolare – ha avuto un forte impatto favorevole.

Si è riscontrato un aumento statisticamente significativo della funzione cognitiva che ha favorito soprattutto i gruppi che sono stati sottoposti a interventi di esercizio fisico rispetto ai gruppi di controllo che hanno seguito alcuna attività fisica.

Ad esempio, tra le persone con analoghi punteggi dei test cognitivi all’inizio dello studio, i soggetti del gruppo sottoposto ad esercizi hanno ottenuto punteggi più alti nei test di funzionalità cognitiva rispetto al 69% dei pazienti nel gruppo di controllo che non si era sottoposto a sessioni di allenamento.

La funzione cognitiva è stata più comunemente valutata utilizzando il Mini-Mental State Exam (Mmse), ma sono stati utilizzati anche altri strumenti validati.

Gli strumenti valutano aspetti come la risoluzione dei problemi e la velocità di elaborazione, l’abilità motoria, le capacità multi-tasking e il ricordo degli eventi, così come il riconoscimento degli oggetti e la capacità di pianificare, che sono essenziali per misurare la lucidità mentale.


L’effetto positivo dell’esercizio non è stata l’unica evidenza rilevata.

Si è scoperto che la funzione cerebrale è migliorata, ma nel gruppo che non ha effettuato il programma di esercizio fisico, c’è stato effettivamente un deterioramento.

Questo deterioramento era imprevisto e mette ancora di più in risalto l’importanza della scoperta.


L’esercizio fisico può cambiare la chimica del cervello.

Può cambiare i neurotrasmettitori associati a depressione, ansia e stress e le sostanze chimiche del cervello associate all’ apprendimento.

Questi cambiamenti possono portare a un miglioramento dell’umore, a una maggiore resistenza allo stress e a potenziare le funzioni del cervello come la velocità di elaborazione, l’attenzione, la memoria a breve termine e la flessibilità cognitiva.

Ad oggi, le evidenze supportano l’esercizio aerobico come modalità preferita per la malattia di Alzheimer.

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